18.8.08

Le Cronache di Narnia il Principe Caspian

Regia: Andrew Adamson
Cast: Ben Barnes, William Moseley, Anna Popplewell, Skandar Keynes, Georgie Henley, Warwick Davis, Vincent Grass, Sergio Castellitto, Pierfrancesco Favino
Anno: 2008
Durata: 144 min.

Secondo capitolo cinematografico dell'adattamento del libro "Le cronache di Narnia" di C. S. Lewis sempre diretto da Andrew Adamson (lo stesso regista di Shrek). Il cast cambia poco: oltre al quartetto di attori che interpreta i fratelli e il leone, si aggiungono un giovane e testardo principe e un malvagio e perfido re interpretato da un italiano d'eccezione.



I quattro fratelli Pevensie, dopo il ritorno da Narnia, hanno passato un anno in Inghilterra da studenti, ma magicamente vengono di nuovo trasportati nel mondo magico, dove scoprono dalle macerie di un vecchio castello che dall'ultima volta in cui vi sono stati sono passati ben 1300 anni e la situazione è cambiata radicalmente: il regno è governato dalla città di Telmar, i quali hanno perseguitato gli abitanti di Narnia costringendoli a nascondersi. Telmar viene guidata da Lord Miraz (Sergio Castellitto), il quale, dopo aver avuto un figlio maschio dalla consorte, decide di eliminare l'unica persona che gli impedisce di governare Narnia, il principe Caspian (Ben Barnes), figlio di suo fratello. Il giovane e legittimo erede al trono fugge nella foresta e chiede aiuto agli abitanti della terra e ai fratelli Pevensie, un tempo veri sovrani di Narnia, per riprendersi il trono, spodestare Miraz e ridare Narnia alle creature.
Nonostante le ottime premesse e un trailer incalzante questo si rivela un filmetto discreto, un film per famiglie ed un fantasy non superiore al precedente episodio ma comunque godibile. I punti a suo sfavore sono purtroppo i più importanti: i dialoghi sono poveri e la sceneggiatura è debolissima, tanto da far sembrare allo spettatore di seguire un film di serie B sullo stile di Eragon; la magia che permeava il primo film non esiste più e tutto sa di già visto, come le creature che abitano Narnia; i combattimenti non sono molto frenetici; il cast sembra svogliato e rispetto al precedente film non si adatta al contesto, specialmente la nuova recluta Ben Barnes e prossimo interprete dell'ennesimo adattamento cinematografico su Dorian Gray. Però alcuni punti a favore sono rispettabili: Aslan ha finalmente cambiato voce e ha trovato il proprio doppiatore (lo stesso che doppia l'attore Liam Neeson il quale è la voce originale del leone) e quindi rimpiazza Omar Sharif; la magnifica prova di Sergio Castellitto al debutto in un fantasy e kolossal, perfetto malvagio e senza pietà, in grado di rivaleggiare con la Strega Bianca, come nella interessante scena del duello tra lui e il maggiore dei fratelli Pevensie, mentre Pierfrancesco Favino, la sua spalla, non è di aiuto ed è irrilevante nella storia.In conclusione, da vedere almeno una volta: è un peccato, ci si aspettava un film superiore alle attese e addirittura al primo episodio e invece ci si ritrova davanti un fantasy mal fatto, certo non da buttare via ma neanche da considerarsi nella lista.

Recensione a cura di Evanes

2.8.08

Final Cut:: Il Cavaliere oscuro

Riflessioni finali sull' andamento della pellicola di Cristopher Nolan. Tempi Moderni gli ha dedicato molto dello spazio che merita e, come previsto da me la pellicola non ha incassato quando doveva, perlomeno non quì da noi.



Purtroppo le mie previsioni si dimostano ancora una volta esatte. Dopo la splendida recensione di Evanes riguardo la pellicola e aver seguito attentamente il suo andamento, The Dark Knight non viene sfruttato a sufficenza nelle sale italiane. Sarà colpa del caldo, dell' afa, della spiaggia ma, il periodo estivo si è sempre dimostrato un totale fallimento per molte delle pellicola che meritavano davvero di essere viste e, sopratutto di incassare.
Il primo week-end della pellicola gli ha fatto fruttare circa 2 milioni di euro risultato che già da solo è sotto la media delle aspettative. Essa solo ieri ha avuto un calo davvero brusco portando a casa circa 200.000 euro e ci si aspetta raggiunga in totale i 5 milioni di euro. Mettiamo da subito in chiaro le cose, il periodo di uscita è nettamente sbagliato ma, non si può che apprezzare il tentativo e il rischio da parte della Warner Bros di riportare in auge un periodo che per la stagione cinemtaografica italiana è a dir poco distatroso. Il Cavaliere Oscuro meriterebbe la visione da parte di oguno di noi, già elogiato da molti ci si aggiunge pure il mio parere, si spera che con l' Home Video riesca a dominare il risultato deludente creato non dalla qualità che il film rappresneta a pieno ma, data da un pubblico che non vuole stare rinchiuso in sala nemmeno 2 ore e 30 (Fra le altre cose piacevolissime) ma, passare il proprio tempo libero nelle spiagge marittime.

Insomma, per concludere la disfatta del film di Del Toro e di Nolan non fà che incrementare la tesi che determinate pellicole meritevoli andrebbero fatte uscire nel periodo invernale/primaverile per evitare situiazioni spiacevoli come questa.

27.7.08

Il cavaliere oscuro

Regia: Christopher Nolan
Cast: Christian Bale, Michael Caine, Heath Ledger, Gary Oldman, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhall, Morgan Freeman
Anno: 2008
Durata: 152 min.

Ancora Batman, ancora Nolan. Il regista torna ancora una volta sul supereroe creato da Bob Kane per la DC Comics dopo il successo di "Batman Begins" utilizzando stavolta uno dei nemici più efferati e perfidi mai creati, ovvero Joker, e ambientando il tutto in una Gotham City più buia e oscura.




Gotham City sta vivendo un periodo nel quale la criminalità non è un grosso problema, ora che è arrivato il nuovo Procuratore Distrettuale Harvey Dent (Aaron Eckhart). Ma c'è un nuovo nemico che sta dando del filo da torcere alla polizia della città, ed è Joker (Heath Ledger), uno squilibrato criminale che all'inizio rapina una banca la quale ricicla i fondi per la mafia e con l'aiuto di più malviventi della metropoli decide di attuare un piano per uccidere Batman (Christian Bale). Mentre il tenente James Gordon (Gary Oldman) tenta di incastrare il boss della mafia di Gotham City, Bruce Wayne è tormentato dal rapporto che esiste tra Harvey Dent e la sua ragazza Rachel (Maggie Gyllenhall), amica d'infanzia di Wayne e da lui amata. Intanto Batman, il tenente e Dent collaborano per rintracciare i movimenti di denaro sporco, arrivando a trovare una pista anche a Hong Kong. Ma è a Gotham che accade il caos: Joker elimina chiunque abbia a che fare con il traffico dei soldi e fa fuori chi sta attuando il processo ai danni di centinaia di criminali. Sarà nella città che si vedrà lo scontro tra il bene e il male, Batman contro Joker.

Sceneggiato dal regista e dal fratello Jonathan, Il cavaliere oscuro è un film realizzato alla perfezione e affascinante con le sue atmosfere oscure e nere, tali da renderlo uno dei migliori film degli ultimi anni. Ha molti punti forti dalla sua parte: ogni volta che il Joker entra in azione o compare fugacemente in qualche inquadratura, l'attenzione è concentrata su di lui, un malvivente cinico, eternamente sorridente per via delle cicatrici e magnificamente terrificante, un mostro che getta nel panico chiunque gli stia attorno con la sua risata malefica; l'apparizione di Harvey Dent, un personaggio non molto caratterizzato in questo film (ma speriamo lo sia di più in un prossimo, eventuale terzo) ma di indubbio fascino, sia per come è che per come diventerà nel corso della storia; Batman, eroe e giustiziere della notte che tormenta i criminali di Gotham e unico scopo di soppravvivenza del Joker. Un film esemplare, che schiaffeggia i precedenti lavori di Tim Burton e di Joel Schumacher e riesce ad imporsi. Entrerà presto nell'immaginario collettivo il personaggio di Joker, misterioso e ambiguo quanto basta per renderlo uno dei migliori cattivi di tutti i tempi.

Standing ovation per Heath Ledger, magistrale, pieno di energia e assolutamente perfetto nel ruolo più audace e bello della sua breve carriera, terminata dopo la fine delle riprese del film. Il suo Joker abbatte completamente quello di Jack Nicholson, ritratto da Burton come un uomo giocherellone e quasi ridicolo, mentre quello di Nolan è molto più cattivo e furbo. Inoltre bravo Aaron Eckhart, nuova entrata nel cast assieme alla inutile Maggie Gyllenhall, di certo molto superiore alla precedente Katie Holmes ma comunque un'attrice mediocre in questo film. Sempre una conferma il resto del cast, con un Bale svilito purtroppo da un doppiaggio non all'altezza e gli altri personaggi di contorno che come in "Batman Begins" erano perfetti per le loro parti. Ottime scenografie e buon uso della musica che sa intrattenere ad ogni inquadratura.

Il cavaliere oscuro è quasi un capolavoro, se non fosse per un paio di chiari difetti, ma resta comunque un film impeccabile. Pur essendo lungo ben due ore e mezzo, lo spettatore rimane talmente sbalordito dalle scene d'azione e dalla interpretazione di Ledger, che lo rende protagonista, al posto di Bale, dell'intero film, che il tempo trascorre piacevolmente.

Recensione a cura di Evanes

25.7.08

Cinecult: L' uomo che non c' era

Regia: Joel e Ethan Coen
Cast: Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Michael Badalucco, Tony Shaloub, Richard Jenkins, Scarlett Johansson
Anno: 2001
Durata: 116 min. b/n

I fratelli Coen tornano dopo il successo dell'ultimo film "Fratello, dove sei?" con un noir molto suggestivo, accompagnato da una trama accattivante e da una storia tragica e delicata raccontata dalla voce del barbiere protagonista, interpretato da Thornton.



Ed Crane (Billy Bob Thornton) fa una vita come molti altri: è secondo barbiere nel negozio del cognato, è sposato con una moglie (Frances Mc Dormand) lasciva e passionale e non ha niente da lamentarsi. Se non fosse che decide di dare una scossa e di attuare un piano all'apparenza facile: ricattare il suo amico Dave (James Gandolfini) della scoperta della tresca amorosa con la moglie di Ed e intascare una notevole somma che lo sistemerà per un bel pezzo. Ma Dave scopre l'inghippo, alchè Ed si ritrova costretto, per un caso sfortunato, ad ucciderlo, e così facendo innesca una serie di eventi che lo porteranno ad un destino tragico e drammatico: la moglie verrà accusata dell'omicidio e finirà per suicidarsi in carcere; perderà la somma intascata dal ricatto e data ad un tizio per l'investimento in un negozio di lavaggio a secco e tenterà di rifarsi aiutando la figlia di uno dei suoi amici, Birdy (Scarlett Johansson), con la sua carriera musicale. Ma non potrà sfuggire all'arresto dell'omicidio del tizio del lavaggio a secco e alla conseguente pena capitale.

I Coen ci provano e realizzano un noir sofisticato, rendendo omaggio ai film degli anni 40 e 50, utilizzando un bianco e nero più brillante che mai e usando una sceneggiatura scritta, come sempre, da loro stessi. Si tratta stavolta di un prodotto tra i migliori della loro filmografia, caratterizzato da una fotografia bellissima che rende certe scene molto artistiche e quasi pittoriche e la presenza di un cast d'eccezione. I punti forti di questo film sono per l'appunto i personaggi, che rappresentano ognuno gli stereotipi dell'uomo americano: Ed Crane conduce una vita piatta, monotona, alla quale basta un semplice cambiamento fuori dalle righe per scatenare il furibondo caos nel quale si ritrova suo malgrado; la moglie Doris non è più come un tempo, e dopo il matrimonio è diventata assolutamente passiva e senza il minimo interesse; l'amico Dave è un'affarista senza scrupoli, al quale il destino gioca un brutto scherzo e al quale cerca di rimediare rimettendoci qualcosa di caro.

Billy Bob Thornton è una scelta azzeccata, seppur andasse bene qualsiasi altro attore a incarnare il barbiere: è un personaggio quasi insulso nella storia, ma è il fulcro di tutte le vicende a lui legate. Taciturno, impassibile, debole e annoiato, risulta il personaggio con più carattere e meglio personalizzato. L'aiutano una cast di contorno da leccarsi i baffi: Frances McDormand, la moglie di Joel Coen, è una moglie perfetta, James Gandolfini l'amico traditore, Tony Shaloub l'avvocato arrivista e presuntuoso e una giovane Scarlett Johansson una ragazza molto ingenua all'apparenza e dotata di grande talento. Menzione speciale per la fotografia, come già detto prima, una componente essenziale in questo film, e la sceneggiatura accuratissima come in quasi tutti gli altri lavori dei Coen e che probabilmente qui avrebbe meritato l'Oscar.

Un film decisamente particolare ma approfondito, un mezzo gioiello che assomiglia tanto a quei vecchi film che rimpiangiamo.

Recensione a cura di Evanes

24.7.08

Cinecult: Requiem for a dream

Regia: Darren Aronofsky
Cast: Ellen Burstyn, Jared Leto, Jennifer Connelly, Marlon Wayans
Anno: 2000
Durata: circa 105 min.

Seconda opera del regista dopo il clamoroso successo di "Pi - Il teorema del delirio" premiato al Sundance Film Festival per la miglior regia, questa volta si tenta di scoprire la psiche dell'uomo a contatto con la dipendenza dalla droga, i conseguenti cambiamenti e il disfacimento di una famiglia, il tutto caratterizzato da un cast di rilievo.




Il film inizia con un diverbio tra una madre, Sara Goldfrab (Ellen Burstyn), e il figlio Harry (Jared Leto) nel quale il ragazzo deve portare la vecchia televisione della donna al banco dei pegni per potersi così procurare della droga (che nel film non viene mai nominata) assieme all'aiuto del suo migliore amico Tyrone (Marlon Wayans) in modo da rivenderla e guadagnare molti soldi così da sistemarsi per sempre con la sua ragazza Marion (Jennifer Connelly). Intanto Sara riceve una telefonata in cui le viene detto che potrebbe apparire in un popolare programma televisivo, così decide di cominciare una dieta per poter entrare in un bellissimo vestito rosso indossato una sola volta alla laurea del figlio. Ma la dieta non ha risultati e quindi si rivolge ad un dottore che le darà delle anfetamine per aiutarla a dimagrire, ma ciò le procurerà spaventose allucinazioni del frigorifero che la reclama, diventa iperattiva e non riesce a prendere sonno. Intanto Tyrone viene arrestato perchè complice di una guerra tra bande, viene liberato da Harry ma a costo della quasi totalità dei soldi da loro guadagnati con lo spaccio.

Marion inizia ad impazzire e ritiene Harry responsabile della disgrazia, così deve prostituirsi per poter avere ancora della droga. Harry e Tyrone partono per la Florida alla ricerca di un uomo che potrebbe risolvere i loro problemi, ma Harry ha una bruttissima infezione al braccio sinistro e viene portato in ospedale. Il medico chiama la polizia ed entrambi i ragazzi vengono arrestati, ma solo Tyrone finirà in prigione. A Harry viene amputato il braccio, mentre la madre impazzisce (per le anfetamine ma anche perchè nessuno la chiama per lo show) e viene ricoverata in psichiatria, con l'eterno sogno di poter apparire in televisione.

Un film molto reale sul mondo della droga, dopo il film "Trainspotting" di Danny Boyle, molto curato dal punto di vista della trama e della direzione degli attori. Lo spettatore si ritrova inconsciamente nel corpo dei personaggi e si identifica con almeno uno di loro: chi è disposto a tutto pur di ottenere qualcosa, chi non riesce a smettere di essere dipendente e chi trascura gli effetti sul proprio corpo e sugli altri, risultando egoista e superficiale. Ed ecco che si assiste al disfacimento di quattro persone, che inevitabilmente andranno incontro ad un destino orribile in cui nessuno vorrebbe ritrovarsi, e ciò ci induce a riflettere sulla condizione dell'uomo nel corso degli ultimi anni, che è diventato inutile in una società che può solo rovinarlo. Il regista riesce benissimo a trasmettere un senso di angoscia, disperazione e depressione nello spettatore, facendolo partecipe di una serie di eventi che più volte si incroceranno tra loro ma che purtroppo finiranno nel peggiore dei modi nonostante i vani tentativi di ritrovare la serenità.
Grande prova per tutti gli attori: Leto e la Connelly (dopo questo ruolo arriverà l'Oscar in "A beautiful mind") molto affiatati e bravi ad interpretare due giovani allo sbando, mentre Wayans non riesce a rendere giustizia al suo personaggio poco curato sul piano psicologico. Ma il merito della pellicola va tutto alla superlativa Ellen Burstyn, madre sola e disperata, eternamente chiusa in casa di fronte alla televisione, unica sua compagna, che crede di dare una svolta alla sua vita dopo la partecipazione ad un programma ma inconsciamente si ritroverà ancor più sola. L'attrice è notevole in questo difficile ruolo ed è memorabile nella scena centrale (il discorso con Harry sulla sua vita) e coraggiosa ad imbruttirsi ad arte. Grande importanza ha la colonna sonora, composta da Clint Mansell in collaborazione con i Kronos String Quartet, con un tema che si ripete in quasi tutto il film e risulta snervante ma allo stesso tempo realizzato perfettamente in linea col film.
In conclusione un film bellissimo, uno dei migliori sul tema della droga ma anche uno dei più reali, perciò è vivamente sconsigliato ai deboli di stomaco, soprattutto per quanto riguarda la seconda parte, e ai più ottimisti.


Recensione a cura di Evanes

L' esordio del cavaliere oscuro, analisi dall' america all' italia

Una piccola analisi sulle stime che avevo totalizzato tempo fà. Con la mia anteprima e vari post in giro per il blog avevo provato ad immaginare il risultato economico di una pellicola importante come il Cavaliere Oscuro avendo ragione quasi su tutto.



E dunque ecco che il 23 Luglio esce anche nelle nostre sale il film di Cristopher Nolan. Già osannato dalla critica e dal molto pubblico pagante che, solo ieri ha affollato le sale, escono fuori i dati della prima giornata di sfruttamento. L' estate cari miei è l' estate e, per quanto il pipistrello nero possa essere bello e avvincente, sopratutto per quanto se ne è discussso, le spiagge e le vacanze prendono assolutamente il sopravvento facendo incassare nella prima giornata solamente 650.000 euro. Un risultato piuttosto deludente se messo a confronto con i dati americani.

Nel paese di origine questo Cavaliere Oscuro è piaciuto proprio. A soli pochi giorni dalla sua entrata in sala ha battuto quasi ogni record di incassi e non solo, si è piazzato primo nella top 250 di IMDB con circa 104 mila voti e un bel 9,5 di media. Insomma il film di Nolan si è dimostrato una grandissima trovata commerciale che, però, qualitativamente mostra il miglior comic movie degli ultimi 10 anni. Ovviamente non ho ancora visto la pellicola cosa della quale rimedierò al più presto postandovi una recensione dettagliata magari con l' altro redattore.
Tornando ai dati ufficiali confermati dalla warner si spera che il film entro il week end riesca ad arrivare ai 3 milioni di incasso anche se, io avevo puntato quasi sicuramente sui 6 totali nel primo fine settimana di sfruttamento. Insomma, nonostante i dati non siano definitivi non si può restare che con l' amaro in bocca. Le case di produzione cinematografica dovrebbero imparare ormai a puntare pochissimo sull' estate italiana e, sfortunato testimone in prima persona vi è anche il Diavolo Rosso di Del Toro che fatica per arrivare ai 3 milioni di incasso.

P.S. Con questo post vorrei dare anche il benvenuto ad Evanes, nuovo redattore collaboratore, grazie a tutti voi che ci seguite, alla prossima recensione.

Fonte: Badtaste.

22.7.08

Hellboy II - The Golden Army

Regia: Guillermo Del Toro .
Cast: Ron Perlman, Selma Blair, Doug Jones, James Dodd, John Alexander, Luke Goss, Thomas Kretschmann.
Anno: 2008.
Durata: 110 minuti circa.


Dopo diversi anni dalla prima apparizione, torna il diavolo rosso creato dalla mente di Mignola nelle nostre sale. Del Toro ci porta una pellicola fresca, ritmata e terribilmente esplosiva, un mix ben riuscito per creare quasi un capolavoro.





Dopo una pace millenaria fra le creature del bosco ovvero gli elfi e, la razza umana il mondo è finalmente di nuovo in pace. Purtroppo essa è destinata a non durare dato che il principe rinnegato dal popolo dei boschi si rifà avanti tentando di ottenere il controllo della Golden Army. Sarà compito di Hellboy e della sua squadra fare in modo che questa mitica catastrofe non si risvegli.

Ecco quindi descritta la Trama di Hellboy The Golden Army. Già da essa si capisce come la mente di Del Toro possa spaziare in mondi vasti ed infiniti e rimanere intaccato sempre e comunque da quella sua traccia di Gotico che oramai è nel suo sangue. Benchè Hellboy si dimostri a prima vista il solito Blockbuster con CG ai massimi livelli e una trama fatta per restare solo la durata del film, questa pellicola si dimostra essere l' opposto, l' inverso di molte delle leggi del mercato che, quì vengono disarcionate rendendo un Kolossal supereroistico qualcosa di molto più intenso e meglio sviluppato. Ancora una volta il regista ci mostra di che pasta è fatto inventando la ssceneggiatura del film e la storia di sottofondo praticamente da zero, ottenendo solo il nome del personaggio del fumetto e dando libero sfogo alla sua passione.

Questo nuovo sequel si dimostra molto più eccelso del precedente. La qualità resa su pellicola è a dir poco eccellente, Guillermo crea un mix di Humor, azione frenetica, splendidi combattimenti e ovviamente anche scene ricche di serietà. La bellezza e il punto forte del film stà proprio nel fatto che i personaggi non vengono mai tralasciati e, vengono analizzati profondamente sia nella loro parte da Vigilanti segreti che la vita sentimentale e gli aspetti psicologici di ognuno di loro. Il fatto è proprio che la splendida storia e la sceneggiatura combaciano perfettamente in ogni parte della bobbina non lasciando nulla al caso, neanche la minima essenza che Hellboy 2 possa contenere. La performance del cast risulta essere estremamente soddisfacente, il cast si trova completamente immedesimato nella parte che si trova e fà credere bene l' intero plot allo spettatore pagante.

Ron Perlman quindi si ritrova dunque ad indossare i panni del diavolo rosso dalle corna spezzate. La sua interpretazione è a dir poco magistrale. Red come lo chiamano per gli amici, satana per altri si dimostra essere un vigilante che ha ancora una mentalità fanciullesca quasi bambina. Dall' inizio alla fine del film si può osservare come il personaggio cresca sia caratterialmente che non, facendo scelte che il regista preferisce non delineare nella fascia del giusto o sbagliato. Benchè non amato dagli uomini che ne riconoscono solo le fattezze da mostro, Hellboy continuerà a combattere le tenebre ma, alla fine resterà sempre un mostro, carico oltretutto di sventura. Liz si ritrova una grandissima sorpresa ma è incerta verso il suo futuro mentre, Abe l' uomo pesce si mostra essere uno dei personaggi più profondi e splendidamente realizzati. Su tutti da notare il personaggio del Dr. Krauss che perlomeno a me è piaciuto davvero tantissimo.

Insomma in definitiva Hellboy - The Golden Army si dimostra essere un Mix funzionale. Splendidamente realizzato la pellicola non perde la sua identità, tirando in ballo una sceneggiatura profonda e senza buchi, una colonna sonora eccellente e un cast a dir poco immedesimato. benchè non una pellicola priva di errori, essi sono difficilissimi da scovare e, sicneramente sarebbe inutile elencarli facendo fare qualche faccia strana a chi ancora deve e vuole vedere il film. Del Toro ci ha portato uno splendido gioiello che merità una visione assolutamente per ogni cinefilo appassionato e non.